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TRANSATLANTICO #7
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il buio e la luce

editoriale

 

Quando se ne parla - di Dio - qualcosa accade sempre. La metropolitana milanese non è molto affollata il primo pomeriggio della domenica, solo un gruppo di teenagers italo-asiatici, luccicanti e oscurati da occhiali da sole e jeans perlinati fermi alla banchina della fermata Bande Nere. Durante il viaggio, un signore rompe il ghiaccio rivolgendosi a una giovane signorina, di una bellezza inusitata, quasi rara, che sta leggendo Gomorra di Saviano. Il signore dice che quel libro “non gli è piaciuto molto” e che, un paio di anni prima, aveva letto un altro libro molto più interessante, un libro su Leonardo da Vinci. Ripete la cosa un pò di volte, cercando di rammentare il titolo; poi si corregge: è Il Codice da Vinci. “Un libro che parla di preti”, aggiunge con anticlericalità. La signorina non sembra turbata, però rischia di perdere la fermata. Salta giù dal treno con agilità improvvisa, meravigliosa, sbalorditiva. La guardo andarsene e mi rendo conto che il mio sguardo è parallelo a quello dell’attento lettore e di un suo vicino di viaggio - mi pare di origine slava - che se la ride, consapevole del primitivo sentimento (ovvero dell’abbandono che tutti abbiamo sentito) di aver perso l’oggetto di un desiderio leggiadro. Poco dopo cambio linea. Il signore che mi siede a fianco ha in mano l’ultimo libro di Ariel Toaff, Il prestigiatore di Dio. Gli chiedo subito cosa ne pensa, visto che Toaff sarà presto nostro ospite. “Abbastanza interessante”, dice lui, perplesso e poco sorpreso. Nel frastuono del treno, lo sento affermare che “il libro è ricco di documentazione storica, perché sa - aggiunge lui con fierezza - conosco bene i documenti che Toaff cita; sono un discendente del protagonista, Abraham Colorni”. Io capisco di essere colpito da una specie di grazia, di far parte di un caso stupefacente o di un qualche impossibile disegno. Non esito a pensare ad un fenomeno di sincronicità.

“Allora” - gli domando - “lei ha origine mantovane?” “Si, anzi sono proprio mantovano”

“Allora” - incalzo - “lei è forse Emanuele Colorni?” “Si”.

“La volevo contattare per invitarLa alla conferenza di Toaff sullo Zohar; ero in classe alle elementari con Suo figlio Gabriele”. “Davvero?”, mi risponde, “Si sta per sposare!”.

La mia fermata è la prossima. Saluto il discendente di Abramo come chi ha trovato qualcosa, con la promessa di telefonargli; risalgo poi le scale della metro come leggero, quasi volando.

POSTILLA di SINCRONICITÀ

Leggo, ne Il Prestigiatore di Dio, che il Nova Chirofisionomia di Abramo Colorni venne ultimato nel 1588. Il 1588 è anche l’anno di pubblicazione dello Zohar mantovano.

Leonardo Zunica

 


 

hanno collaborato a questo numero:

FRYDERYK CHOPIN • PIER ANGELO CAROZZI • LEONARDO ZUNICA • PAOLO VANINI • STEFANIA BOSI • DOUGLAS HOFSTADTER • ARIEL TOAFF • PIERGIORGIO ODIFREDDI • IAIA FORTE • MICOL FERRETTI • VALERIA ROSSELLA • GIOVANNI PASETTI • FRIEDRICH HÖLDERLIN • LUIGI MANFRIN • CLAUDIA SCHIRRIPA • SHANTENA AUGUSTO SABBADINI• H.G. WELLS


sfogliate la rivista online http://issuu.com/eterotopie/docs/transatlantico_7