Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, collabora come critico musicale con La Stampa, Le Monde e RAI Radio3, insegna all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Vivaldi scomparso per due secoli, Bach giudicato “noioso, all’antica” per tre generazioni, Schubert sepolto da un lungo disinteresse. “La ricerca del tempo perduto” di Proust rifiutata da molti editori. Quando, e come, un’opera d’arte diventa un “oggetto culturale”, un bene conosciuto e condiviso, fruibile? E quando invece i meccanismi del consenso, e della critica, ne decidono l’oblio, la scomparsa? Tra idolatria e censura, marketing e genio, si snoda la traiettoria sempre mutevole del gusto.



